Ufficio Stile

Ogni brand racconta una storia.

UFFICIO STILE, COS’È?

Ogni brand racconta una storia.

Fino a oggi, la nostra passava soprattutto attraverso i sapori, le atmosfere della tavola, l’incontro con il gusto.

Ma il mondo intorno a noi è cambiato, e con esso anche le aspettative di chi ci sceglie. Non basta più vivere un’esperienza gastronomica: si desidera riconoscersi in un insieme più ampio di emozioni, simboli, dettagli.

Da questa consapevolezza nasce l’Ufficio Stile di Honor Consulting Company. Un luogo di ricerca e creazione, pensato per dare forma a tutto ciò che va oltre il menù: interni capaci di raccontare senza parole, mise en place che diventano gesti di stile, piccoli oggetti e cadeaux che portano con sé un ricordo tangibile dell’esperienza vissuta.

Ogni progetto è su misura, ogni dettaglio è scelto con cura, perché non si tratta semplicemente di “decorare”, ma di dare vita a un’estensione autentica del brand, riconoscibile e inconfondibile.

È qui che la narrazione si fa completa: non più solo identità visiva o concept creativo, ma un insieme armonico di segni che rendono il brand vivo, pulsante, indimenticabile.

L’Ufficio Stile è un ponte tra mondi: nasce dall’esperienza di Honor Consulting Company e si arricchisce dello sguardo di professionisti provenienti dal fashion e dal luxury, capaci di trasformare ispirazioni in creazioni concrete.

È una nuova storia che prende forma.

Una storia che non si limita a essere scritta, ma che vuole essere vissuta, fatta vivere e ricordata.

CREIAMO CODICI

La nostra missione è creare codici.

Non si tratta di aggiungere regole o vincoli, ma di dare vita a un linguaggio che renda un brand riconoscibile ovunque, in ogni gesto, in ogni dettaglio.

L’Ufficio Stile di Honor Consulting Company va oltre la tipografia, i loghi e le palette: costruisce un codice fatto di materiali, stili e mood che diventa un filo conduttore capace di unire oggetti, mise en place, interni e piccoli cadeau. Ogni elemento si trasforma così in un segno distintivo, parte di un’unica narrazione.

Il valore di questo approccio è evidente: la coerenza di un racconto che non si disperde e la forza di un’identità che rimane impressa. È ciò che permette a un brand non solo di farsi vedere, ma di farsi riconoscere e ricordare.

Creare codici significa dare al brand una voce che parla anche quando tace. 

Una firma invisibile che lega tutto insieme e che rende l’esperienza non solo armoniosa, ma indimenticabile.

I Format

La tavola non è mai solo un piano d’appoggio: è lo spazio che accoglie e amplifica l’esperienza gastronomica. Attraverso il Table Dressing, la mise en place diventa un abito sartoriale, un insieme di scelte stilistiche capaci di dare forma e contesto a un ristorante, a un evento, a una location.

Lo studio non riguarda soltanto piatti, posate e utensili, ma si estende a centrotavola, personalizzazioni, creazioni uniche pensate per raccontare fisicamente l’identità del cliente. Ogni progetto è esclusivo, ogni dettaglio costruito per trasformare il concept in materia e renderlo riconoscibile e memorabile.

Questa cura genera unicità e carattere, offrendo un taglio raffinato e distintivo che diventa parte integrante dell’esperienza complessiva. È un gesto che non si limita all’estetica, ma che contribuisce a costruire fidelizzazione e desiderio, lasciando traccia nel ricordo degli ospiti.

Accanto alla dimensione visiva, il Table Dressing apre a experience sensoriali complementari al piatto,

in dialogo con la cucina e con l’approccio del fine dining stellato. Un passo oltre la tradizione, per portare la mise en place a un livello nuovo: non semplice cornice, ma linguaggio narrativo che veste la tavola e amplifica il racconto del gusto.

Ogni spazio porta con sé un potenziale narrativo. L’interior design, applicato a hotel, ristoranti ed eventi aziendali, diventa lo strumento per tradurre l’identità di un brand in forme, volumi e atmosfere.

Non si tratta solo di progettare ambienti, ma di dare voce ai valori che li abitano: attraverso personalizzazioni, soluzioni di temporary design, allestimenti per eventi e meeting, ogni progetto è curato secondo i più alti standard qualitativi.

Dalla scelta dei materiali al disegno degli arredi, fino ai dettagli più minuti, tutto risponde alla logica del lusso: ricerca, precisione, eccellenza.

Questo approccio non riguarda soltanto le nuove aperture, ma anche la valorizzazione e il restauro creativo di luoghi già esistenti, capaci di rinnovarsi e sorprendere pur restando fedeli alla propria storia. L’interior design diventa così un processo che non cancella, ma rivela: esalta ciò che c’è, trasformandolo in qualcosa di più intenso e significativo.

In questo percorso lo spazio non è cornice, ma parte viva dell’esperienza: un ambiente che si fa linguaggio, che amplifica il racconto del brand e imprime nell’ospite la memoria di un’identità riconoscibile, autentica e duratura.

Un dono non è mai soltanto un oggetto: è un segno che resta, un gesto che racconta chi lo offre e parla a chi lo riceve. Nel Cadeau Design, la creazione di gadget e oggettistica destinati a ospiti, partecipanti ed eventi aziendali diventa un vero e proprio linguaggio di identità, capace di trasformare un pensiero in esperienza.

Il percorso parte da accessori moda realizzati su misura per l’occasione — pezzi irripetibili, nati per fondere valore e riconoscibilità — e si estende alla reinterpretazione di premi aziendali e cadeau di produzione, che trovano nuova forza espressiva diventando elementi di stile e significato.

Ogni progetto è concepito con la cura tipica del mondo del lusso: ricerca di materiali pregiati, attenzione al design, precisione nelle finiture. 

Nulla è lasciato al caso: ogni dettaglio contribuisce a costruire un oggetto che non si limita a essere posseduto, ma che porta con sé un messaggio, un ricordo, un’identità. Non semplici omaggi, dunque, ma oggetti narrativi, capaci di tradurre l’essenza di un brand e di imprimersi nella memoria di chi li riceve.

Il Cadeau Design diventa così un ponte tra esperienza ed emozione. Non solo un ricordo materiale, ma la possibilità di estendere il racconto di un’esperienza, un evento o di un brand oltre il tempo vissuto, custodendolo in una forma tangibile, personale e duratura. È l’arte di donare non per riempire  le mani, ma per lasciare un segno che rimane.

Il cibo non si assapora soltanto con il palato: parla attraverso i sensi, evoca immagini, ricordi, emozioni. Con Food Can Hear Us, il linguaggio della cucina incontra quello del suono, trasformando ogni esperienza gastronomica in una sinestesia posizionante.

Il Sound Design diventa strumento di identità: non musica di contorno, ma trama sonora costruita per riflettere i valori del brand, amplificare la percezione di un piatto, dare coerenza e memoria all’esperienza. Ogni dettaglio acustico è progettato come parte integrante della mise en place, del servizio, della narrazione complessiva. Così come un ingrediente definisce il carattere di una ricetta, un paesaggio sonoro può disegnare l’atmosfera di un ristorante, di un evento, di una location.

Il suono diventa contesto, respiro, vibrazione che accompagna l’ospite e lo guida, trasformando l’ascolto in emozione e l’esperienza in ricordo.

Food Can Hear Us è questo: unire i linguaggi dei sensi in un’unica partitura, dove gusto e ascolto dialogano e si completano. Non un accessorio, ma un livello ulteriore di significato, capace di rendere ogni momento riconoscibile, autentico, memorabile.

Ogni esperienza prende forma da un progetto. L’Experience Design, curato da Honor Consulting Ufficio Stile con il supporto produttivo di Intermezzo e l’esperienza professionale di Rita Bressani Doldi, accompagna il brand in tutte le fasi: dall’ideazione alla regia creativa, fino alla realizzazione concreta dell’evento.

Non si tratta solo di immaginare un concept, ma di trasformarlo in un percorso reale e memorabile: attraverso storytelling, design degli spazi, scelta dei linguaggi visivi e cura del ritmo narrativo, ogni passaggio viene seguito con precisione e coerenza. Dalla progettazione alla produzione, fino alla gestione operativa, ogni dettaglio concorre a dare vita a un’esperienza integrata e armoniosa.

Questo approccio non si limita al momento dell’evento, ma ne amplifica l’impatto, generando un ricordo che resta nel tempo. L’Experience Design diventa così un processo che unisce visione e concretezza: un pensiero che prende forma, un’emozione che si fa tangibile, un racconto che continua a vivere oltre l’occasione per cui è stato creato.

Così l’esperienza non è solo fruizione, ma un linguaggio che rafforza l’identità del brand e la imprime nella memoria in modo autentico, riconoscibile e duraturo.

Il Team

Nata a Palermo nel 1990, Teresa Onorato scopre fin da bambina la passione per i ristoranti. Non è solo il cibo ad affascinarla, ma l’insieme di dettagli che compongono l’esperienza: l’atmosfera, il servizio, la mise en place, i racconti dietro ogni piatto.

Negli anni Novanta colleziona scontrini invece di figurine, annotando impressioni e valutazioni. 

È il primo segno di un approccio che unisce curiosità, metodo e desiderio di trasformare il cibo in racconto.

Dopo oltre dieci anni di esperienza nel settore della comunicazione, nel 2020 fonda Honor Consulting: un’agenzia dedicata al food e all’hospitality che interpreta la consulenza come un abito su misura, capace di valorizzare storie e identità. La sua visione si ispira al mondo della moda e alle sue logiche di comunicazione: shooting fotografici, progetti creativi, concept narrativi e branding, declinati però su ristoranti, hotel e realtà gastronomiche. 

Con lo stesso rigore di sempre, continua a viaggiare, provare e sperimentare, alimentando la sua ricerca quotidiana. Oggi Honor Consulting Company conta 40 collaboratori, un headquarter a Milano e una sede a Roma, con nuove aperture previste a Parigi e negli Stati Uniti. Nel 2025 l’agenzia ha inoltre lanciato l’Ufficio Stile, laboratorio creativo dedicato a design, identità visiva e progetti ispirazionali.

Dall’inizio della sua carriera, Emanuela Gastaldi ha saputo trasformare ogni esperienza in un percorso di ricerca e visione creativa. Dopo le prime collaborazioni con Bruno Bordese e gli anni formativi in Dolce & Gabbana, dove ha affiancato direttamente i due fondatori nello sviluppo di calzature e accessori, ha intrapreso un viaggio nel mondo del lusso che l’ha portata a collaborare con alcune delle maison più prestigiose: da Casadei a Roberto Cavalli e Just Cavalli, fino a Viktor & Rolf, Chloé, Montblanc, Serena Uziel, Anest Collective e al progetto di coordinamento creativo per il Gruppo Rino Mastrotto.

La sua ecletticità si riflette nella capacità di muoversi con naturalezza tra categorie diverse — scarpe, borse, gioielli, occhiali, tessuti — mantenendo sempre uno sguardo attento al dettaglio, ai materiali e alla storia che ogni accessorio può raccontare. Nei suoi incarichi di responsabilità creativa, Emanuela ha saputo unire la forza identitaria dei brand con la sua sensibilità personale, contribuendo a rilanci e nuove collezioni che hanno riscosso grande risonanza sulle passerelle e nella stampa internazionale.

Il suo percorso è la prova di come disciplina e creatività possano fondersi in un equilibrio unico, dando vita ad accessori che superano la dimensione di semplici oggetti per trasformarsi in simboli di stile e identità. Dal lavoro come Head Designer per Roberto Botticelli fino all’attuale ruolo di Senior Designer in Chloé, dove guida lo sviluppo di scarpe e borse donna, Emanuela continua a intrecciare ricerca, innovazione e artigianalità.

Oggi unisce esperienza e sperimentazionecon un approccio fluido e versatile: un design che nasce dall’ascolto dei materiali, dall’osservazione del contemporaneo e dalla capacità di anticipare i desideri di chi vive la moda come autentica forma di espressione.

Il percorso di Daniela Bramini racconta una carriera costruita all’interno delle grandi maison del lusso, dove ha saputo coniugare visione commerciale e sensibilità estetica. Dopo gli esordi nel Gruppo Prada, dove ha seguito lo start-up e la gestione dello store milanese, ha proseguito con Jil Sander e Dolce & Gabbana, affinando competenze di direzione, formazione del personale e sviluppo del servizio clienti. La svolta arriva con Paul Smith, brand con cui collabora per oltre quindici anni. Qui Daniela cresce fino a diventare Italy Country Manager e Buyer, guidando team numerosi e supervisionando ambiti che spaziano da vendite e logistica a marketing, HR e IT. Un’esperienza che le permette di consolidare un approccio manageriale capace di tenere insieme numeri e persone, risultati e motivazione. Dal 2017 Daniela opera come consulente indipendente, mettendo a disposizione la sua esperienza a livello internazionale e accompagnando i brand in percorsi di crescita e posizionamento retail.

La sua carriera è la testimonianza di una leadership pragmatica e raffinata, fondata su ascolto, disciplina e visione strategica: qualità che le hanno permesso di trasformare ogni progetto in un’occasione di valore, con uno sguardo sempre attento al mercato, ai team e all’identità dei marchi con cui collabora.

Rita Bressani Doldi, conosciuta nel mondo della moda come “The Lady of Catering”, è la mente visionaria dietro Intermezzo Catering & Events, un vero e proprio atelier milanese di haute cuisine ed esperienze sensoriali. Forte di oltre vent’anni di percorso professionale nell’universo del lusso — tra cui una significativa esperienza presso Gianni Versace Home — Rita ha saputo forgiare un approccio unico, capace di fondere la disciplina sartoriale con la passione gastronomica.

La sua filosofia nasce dalla convinzione che il cibo non sia semplice nutrimento, bensì un linguaggio narrativo in grado di evocare emozioni, plasmare atmosfere e riflettere l’identità di una maison. Con Intermezzo, Rita ha ridefinito il concetto di catering, trasformandolo in un’esperienza immersiva, dove menu e progetti prendono forma con la precisione di un couturier e la sensibilità di un’artista.

Dalle cene più intime agli eventi di grande respiro ideati per le più prestigiose case di moda, Rita e il suo team orchestrano momenti in cui cucina, design ed emozione si fondono in perfetta armonia. Ogni creazione — che si tratti di un micro-boccone raffinato, di un dessert scultoreo o di un tableau gastronomico messo in scena — porta con sé la sua firma: eleganza, innovazione e una meticolosa cura del dettaglio.

Il suo lavoro ha reso Intermezzo un partner imprescindibile per la moda e le industrie creative, dove la gastronomia non è solo complemento, ma protagonista assoluta: un linguaggio raffinato di bellezza e racconto.

Con una carriera costruita all’interno dei più prestigiosi brand del lusso, Elena porta con sé una prospettiva rara: la capacità di unire visione concettuale e padronanza operativa. Oltre vent’anni in Prada, Hugo Boss e Gucci, dove ha ricoperto il ruolo di Global Corporate Image Director contribuendo ad alcune delle trasformazioni più iconiche del marchio — dai capitoli firmati Tom Ford fino all’era di Alessandro Michele — orchestrando strategie visive globali e guidando team internazionali di oltre cento persone tra Direzione Artistica, Produzione, Art Buying, Account Management e Logistica.

Oggi Elena è a capo di una realtà multidisciplinare che accompagna i brand del lusso nella traduzione del proprio DNA in esperienze visive audaci e coerenti. Dall’intuizione iniziale alla realizzazione su larga scala, porta in ogni progetto equilibrio tra anima e struttura, creatività e strategia.

Il suo approccio, fondato su eleganza e precisione, si riconosce nella capacità di esprimere l’identità dei brand con rigore, di gestire produzioni complesse con chiarezza e di guidare con calma ed empatia. Una visione che unisce istinto creativo e direzione strategica, orientando i clienti verso scelte sostenibili e proiettate al futuro.

Il percorso artistico di Alex Carrara nasce nel cuore della nightlife milanese, tra i club più iconici e le atmosfere creative che hanno reso la città un laboratorio culturale internazionale. DJ resident del Plastic Club, rappresenta una delle voci più riconoscibili dell’universo electro e underground meneghino.

La sua ricerca musicale si intreccia con i linguaggi della moda e del design, trovando spazio negli appuntamenti culturali più rilevanti come la Milano Design Week e la Milano Fashion Week, dove i suoi dj set e le sue colonne sonore diventano parte integrante del racconto visivo degli eventi.

Le sue performance sono concepite come esperienze sensoriali: soundscape sofisticati, ritmi elettronici e scelte stilistiche mirate a dialogare con l’identità degli spazi e dei progetti che interpreta. Ogni set è un viaggio estetico, capace di trasformare la musica in linguaggio narrativo e di costruire atmosfere su misura.

La carriera di Alex incarna così una forma di leadership creativa urbana, fondata su sensibilità musicale, attenzione al dettaglio e capacità di fondere mondi diversi in un racconto coeso e memorabile, dove moda, design e sound convergono in un’unica esperienza immersiva.

È conosciuto principalmente come fondatore del club milanese Plastic, punto di riferimento della scena culturale e musicale sin dagli inizi degli anni ’80.

La sua notorietà nasce proprio allora, grazie a un approccio totalmente nuovo al mixaggio, capace di fondere generi e sonorità diverse in un unico linguaggio sulla pista da ballo.

Le colonne sonore da lui create per le sfilate hanno rivoluzionato il modo di intendere la musica nella moda, ridefinendone visioni ed estetica. La sua espressione più autentica resta però nella composizione: soundtrack per video, mostre, performance e balletti che trasformano il suono in esperienza immersiva.

Nel corso della sua carriera ha collaborato con icone come Vivienne Westwood, Christopher Bailey, Moschino, Marras, e soprattutto con l’amico fraterno Keith Haring, oltre che con i più grandi fashion designer degli ultimi quarant’anni.

La sua discografia prende avvio nei primi anni ’80 come cantante pop, per poi affermarsi come frontman e autore dei testi delle band italiane di new wave Gaznevada e The Music Drivers. Alla fine degli anni ’90 intraprende nuovi progetti musicali come compositore e produttore, firmandoli con diversi moniker: The Visionuts, Maupassant, Cityboy700 e Mantle & Calm.

Dalla Sicilia a Milano, Giuseppe Riserbato ha trasformato una passione innata per l’immagine in una carriera costruita nel cuore della moda e della comunicazione visiva. Dopo la laurea in Comunicazione e il Master in Art Direction e Copywriting allo IULM, ha iniziato come Graphic Designer, ma presto la fotografia è diventata la sua cifra distintiva.

Il suo talento si è affermato con l’esperienza in Elite Model Management, dove ha immortalato volti emergenti delle passerelle internazionali. Da lì ha intrapreso un percorso da freelance photographer e art director, costruendo un portfolio che include collaborazioni con maison come Dolce & Gabbana, Roberto Cavalli e Ferrari, e pubblicazioni su testate prestigiose quali GQ Mexico, Harper’s Bazaar Thailand e Vogue Arabia. Proprio su Vogue Arabia è stato pubblicato uno speciale dedicato a Marpessa, protagonista di un servizio in Dolce & Gabbana Alta Moda e Alta Gioielleria.

Specializzato in ritratti e moda, Giuseppe lavora con un approccio che unisce ricerca estetica e rigore tecnico: la luce, spesso declinata nel bianco e nero, diventa per lui lo strumento per raccontare emozioni autentiche e creare narrazioni visive dal forte impatto emotivo. La sua prima mostra personale, Through the Light, ha segnato un momento di svolta, consolidando il suo stile eclettico e sofisticato.

Oggi Giuseppe Riserbato è riconosciuto come un professionista capace di spaziare tra fotografia, direzione artistica e post-produzione, offrendo una visione completa e integrata. Ogni suo progetto testimonia un equilibrio raro: unire arte e tecnica per trasformare lo scatto in racconto e l’immagine in identità.

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